NewsNews trovate: 167
- 29/03/2012
Porte e cancelli automatici (e solo per passione) - 13/03/2012
Porte rapide DITEC nella fabbrica del cioccolato, versione Cremone... - 12/03/2012
Sentirsi a casa, in Europa - 22/12/2011
COSTRUIRE CANCELLI: come si superano le salite - 21/12/2011
40 ingressi pedonali automatici Rex nella clinica Metivet, a Saint... - 14/12/2011
Un cancello automatico telescopico lungo 30 metri è stato realizza... - 29/11/2011
DOVE SI APRONO LE PORTE ALLA VITA, SI SCEGLIE DITEC - 28/11/2011
Le porte automatiche DITEC Valor danno accesso all’Ospedale dell’A... - 15/11/2011
Automazione per imposte a battente DITEC Radius: un fiore all’occh... - 28/10/2011
Le barriere automatiche Qik 80 DITEC danno l’accesso al centro tec...
29/11/2011 | DOVE SI APRONO LE PORTE ALLA VITA, SI SCEGLIE DITEC
Hôpital Mère Enfant Rockefeller a Lione
La cosa più sorprendente di Lione è la sua capacità di conglobare, assorbire e rendere “lionese” praticamente tutto quel che nel tempo è entrato a far parte della sua esistenza. Parliamo di una realtà imponente (è la terza città di Francia, dopo Parigi e Marsiglia; ed è la seconda se consideriamo la superficie urbana) eppure capace di mantenere un’unità storica e stilistica e di proporla in tutta la sua bellezza ai visitatori proprio perché la popolazione residente partecipa attivamente alla cura della città. L’Unesco ha decretato il suo centro storico “Patrimonio mondiale dell’umanità” e chi ha avuto la fortuna di passare da queste parti l’8 dicembre, quando si celebra la Fête des Lumières, ha vissuto un’esperienza indimenticabile. Gli abitanti accendono lanterne alle finestre delle loro abitazioni; le luci dei lumini, dalle vie più importanti sin nei vicoli, rendono suggestivi gli scorci urbani e le architetture sembrano fiorire di mille gemme luminose. Artisti provenienti da tutto il mondo, con spettacolari giochi di luce, illuminano i monumenti più famosi della città; aleggia ovunque un’atmosfera surreale, quasi di poetica magia: non fa meraviglia che sia lionese Antoine de Saint-Exupéry, novellista e aviatore, autore di quel capolavoro delicato – il Piccolo Principe – che è anch’esso, a suo modo, un “patrimonio dell’umanità”, anche se nessuna organizzazione ha mai pensato a censire i libri che aiutano a vivere meglio.
Lione è la città dell’antichità, il centro gallico divenuto romano che diede all’Urbe due imperatori: Claudio e Caracalla. È la pia capitale burgunda che nel medioevo ospitò due concili della Chiesa. È il centro rinascimentale fiorente per il commercio della seta. È il fulcro tessile più importante di Francia all’epoca della rivoluzione industriale. Ma è anche la città moderna che ha saputo costruire quartieri ex novo per accogliere la popolazione che cresceva, da quelli residenziali ai quartieri d’affari come La Part-Dieu, oggi secondo distretto commerciale della Francia, dopo La Defense a Parigi; e ancor più la città che dagli anni ’90 ha saputo reinventarsi dando al suo territorio smisurato una nuova politica degli spazi urbani, riqualificando le aree pubbliche con un piano d’illuminazione innovativo e un piano delle trame verdi finalizzato a una gestione evolutiva sostenibile della città, abbellendo piazze e vie con nuove pavimentazioni e giochi d’acqua. Grazie anche alla potenziata rete di trasporti, Lione è diventata un grande polo del terziario europeo, una città in cui la circolazione di uomini, merci, capitali e idee s’innesta fra i principali fattori di sviluppo.
Anche i servizi per la salute sono all’avanguardia; qui, l’integrazione fra pubblico e privato è perseguita con intelligenza dagli amministratori, a tutto beneficio dei cittadini. In quest’ottica s’inserisce appunto l’Hôpital Mère Enfant Rockefeller, struttura del Groupe Hôpitaux Privés du Grand Lyon, inaugurato nel 2010, che nei suoi reparti di ostetricia e ginecologia, oltre alla clinica di maternità vera e propria – una “fabbrica” da 4000 nascite all’anno, con parti secondo tecniche differenziate, dalle più naturali, anche in acqua, alle più medicalizzate - comprende un servizio diagnostico prenatale, un centro di procreazione assistita, tutte le specialità chirurgiche connesse a madre e bimbo e un’unità di psicologia perinatale.
Si tratta di un ospedale modernissimo, in cui ogni particolare è stato studiato coniugando il comfort delle pazienti con la massima funzionalità. Non fa dunque meraviglia che ci sia grande uso di porte automatiche (provate ad azionare una maniglia, spingendo una carrozzina o con un bebè in braccio!). Stupisce un po’ di più che per le scelte tecniche non abbiano privilegiato unicamente la produzione nazionale: una quarantina di porte scorrevoli e quattro porte a battente sono DITEC… si tratta di REX, perlopiù, porte di grande funzionalità in cui il sistema a blocco "unico" contiene gruppo di trazione e quadro elettronico. Ma vi sono altri modelli, anche telescopici, e persino portoni metallici a tenda. Con tutta probabilità, questo va interpretato come un confortante segno di rigore e di serietà; hanno deciso di utilizzare le soluzioni migliori reperibili sul mercato e così hanno fatto, incuranti del fatto che si trattasse di produzione francese o meno. E ormai, quegli ingressi automatici sono vissuti come parte costituente del centro ospedaliero: dunque, lionesi a pieno titolo, come tutto quel che la città accoglie e fa suo.
I colleghi di DITEC France hanno fatto un ottimo lavoro, validamente coadiuvati dai partner di Sesam Portes Automatiques con cui la collaborazione è ormai in essere da una decina d’anni.





Italiano
English
Français
Deutsch
Español
Русский
Türkçe