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29/06/2009 | Dalle porte automatiche alle onde dell’Atlantico. Traversata atlantica dalle Azzorre a Malaga attraverso lo stretto di Gibilterra

Alberto Sgarbezzini, Direttore Generale, della filiale Ditec Swiss
Appassionato da sempre di vela
Istruttore velico
Ci racconta la sua appassionante avventura.


Ci siamo!!! Comincia l’avventura!! E’ domenica 20 aprile 2008 ed ora si parte davvero.
Un po’ di emozione nel lasciare mia moglie Federica e le mie figlie Giorgia e Giulia sperando che non stiano troppo in pensiero; non le ringrazierò mai abbastanza per avermi lasciato partire, stando diversi giorni senza nemmeno sentirci (non avremo satellitare a bordo) e per aver capito la mia voglia di fare questa esperienza, a completamento di un percorso velico iniziato tanti anni fa.

Ultimi controlli meteo che sembrano confermare le buone previsioni per i prossimi giorni….incrociamo le dita!!!

Volo tranquillo da Malpensa a Lisbona, dove mi fermerò una notte, e soprattutto borse arrivate…pensa che casino se le avessero perse!?!
Prendo un taxi ed arrivo al vicino hotel….non male…anche il ristorante mi accoglie con un piatto tipico portoghese a base di carne e buon vino locale….beh come inizio non mi posso lamentare!!

Di tanto in tanto si fa avanti un po’ di timore per quello che mi aspetta: davvero non so se sto per fare una cosa azzardata oppure no, visto che già tanti altri l’hanno fatto, ma è pur sempre l’oceano e la tratta da me scelta è la più dura, a detta di molti esperti.
E poi ci sono quei tanti container semigalleggianti persi dai cargo che vagano in oceano o le balene che già diverse volte si sono scontrate con barche a vela….a Davide (il nostro skipper) è già successo due volte nelle ultime 3 traversate.
Ma via dai, forse è solo la solita “ansia-pre-evento” che mi prende ogni volta che faccio qualcosa di insolito.
Spero che se ne vada presto e, come le altre volte, lasci il posto a quel “benefico fare” che sinora mi ha dato tante emozioni e soddisfazioni.
Certo che qui la faccenda potrebbe essere davvero tosta!!! Saprò essere all’altezza e trasformarla in qualcosa di memorabile??
Spero anche che una volta iniziata la crociera, l’ansia se ne vada non appena usciti dal porto, con il vento che spinge la barca e trasforma i timori in sensazioni che vale la pena di vivere.

Lunedì 21 aprile 2008

Dopo un volo tranquillo da Lisbona si comincia a vedere l’oceano, finora nascosto dalle nuvole, ma si vedono anche le increspature da quest’altezza ???
In effetti una volta atterrato, con l’ala che sfiora la scogliera negli ultimi metri prima di toccare terra, arriva la triste conferma: soffia un bel SW 30 nodi e l’oceano è tutto increspato…!!!

Mi faccio coraggio e vado cercare un taxi, che condivido con due turisti tedeschi ed un abitante locale….10 minuti di corsa ed eccomi al porto….sto camminando sulle banchine tappezzate dei famosi murales, dipinti da tutti gli equipaggi che transitano di qui come tradizione vuole….sono nella leggenda di cui ho letto sui libri e sulle riviste….adesso è proprio cominciata l’avventura!!!

In fondo al pontile J mi aspetta Margaux, spettacolare Beneteau 57, sulla quale passerò i prossimi 10 giorni; salgo a bordo e Davide mi accoglie con un sorriso che mi mette subito a mio agio.
Conosco anche Andrea (ex ristoratore di Milano con cui lego fin da subito), Roberto (pensionato svizzero simpaticisssimo), Roberto (mitico vicentino 64enne alla sua prima volta in barca a vela) e Giuliano (ex alpinista varesino): tutti loro arrivano dai Carabi e ne hanno viste delle belle nella traversata fino qui.

Mi sistemo nella cabina di prua a sinistra (scoprirò poi che sarà quella sempre maledettamente sopravento) e vado a fare qualche foto intorno, mentre le emozioni si accavallano e mi accorgo ogni istante che passa di essere in un vero e proprio tempio della vela: barche oceaniche, un cat che ha partecipato alla Transat Jacques Vabre, da una barca tolgono un’ancora galleggiante da tempesta alta più di me e la sciacquano sul pontile (l’hanno usata due giorni prima venendo qui!?!), altri appena arrivati stanno dipingendo il loro murales….calma ferma un attimo…tante cose così tutte insieme per un marinaio d’acqua dolce come me sono troppe….torno in barca e comincio a conoscere meglio i miei compagni d’avventura, che mi piacciono da subito (ne avrò ulteriore conferma durante la cena).

Anche qui c’è l’happy hour al quale non possiamo mancare, con la differenza che viene fatto da Peter Cafè Sport, locale ritrovo di tutti i velisti passati da qui negli anni, di cui ho letto in libri persino degli anni 60….nomi del calibro di Chichester, Tabarly, Jones e scusate se è poco.
Mentre stiamo bevendo la nostra birra, entra un tipo con una gigantesca telecamera sulla spalla e comincia a filmare l’interno del locale e noi seduti al tavolo; sentendo che siamo italiani ci fa qualche domanda e scopriamo che sta girando un documentario sulle Azzorre, per il programma Rai “alle falde del Kilimangiaro”…intervista Andrea e Giuliano sulla traversata dai Carabi poi si siede a bere una birra con noi.

Ma non è ancora finita la giornata: nell’andare a cena incontriamo Erminio!!
Romagnolo di età indefinibile, abita qui da diversi anni, tiene in custodia 3 barche di inglesi che vengono ogni tanto e lavora nel cinema locale come macchinista….un personaggio che prende decisioni importanti solo con venti da nord e che rappresenta un riferimento per tutti i velisti italiani che arrivano qui e che vi restano qualche giorno….conosce tutto delle Azzorre ed è di una simpatia stratosferica.

Al ristorante incontriamo Angelo Preden (Ostar nel 74, 30 traversate atlantiche ed autore del libro “una vita nel vento”) con il quale mio padre ha fatto diverse crociere negli anni ’80; è un’emozione stringergli la mano e portargli i saluti di papà.
Sono circondato da veri skipper giramondo macinamiglia ed il bello è che nessuno si atteggia a mostro della vela; tutti hanno un approccio semplice e schietto e mi viene da pensare a qualche mio allievo che arriva in barca tutto agghindato e parla come se avesse fatto chissà cosa, sbagliando subito dopo la più semplice manovra….mi viene da sorridere!!!

La serata termina in banchina dove Andrea termina il murales iniziato ieri e poi in pozzetto per un goccio di rhum e quattro chiacchere…..
Che giornata ragazzi….già oggi varrebbe la pena di essere venuto sin qui.
Davide poi mi dà un senso di sicurezza notevole, sia negli atteggiamenti che nel modo di parlare e mi sembra un tipo molto equilibrato e responsabile….vedremo se ci ho visto giusto.

Martedì 22 aprile 2008

Fajal, una delle isole dell’arcipelago delle Azzorre, conta circa 15'000 abitanti ed Horta è la capitale; di fronte al porto è visibile l’isola di Pico che vanta il vulcano più alto dell’arcipelago con i suoi 2'500 metri di altezza, quasi il doppio di quello di Fajal.
Peccato che, a causa delle nuvole, la vetta di questi vulcani sia raramente visibile.
Nel paese di Horta, oltre al mitico Peter Cafè Sport, ci sono diversi negozi e ristoranti ed un centro commerciale abbastanza rifornito, dove andremo a fare cambusa.

I miei compagni mi raccontano la prima parte della traversata, quella che dai Carabi li ha portati fin qui dopo 2'700 miglia in 16 giorni: inizio duro con rottura della girante appena fuori dal porto e bolina di una settimana con onde di 5-6 metri.
I primi 3 giorni hanno tutti sofferto il mal di mare e mi consigliano di mettere il cerotto alla Scopolamina (detto anche Trombolamilva) e tenerlo almeno 3-4 giorni.
L’idea che non sarà una gita semplice prende sempre più consistenza e devo cominciare ad abituarmi alla cosa: loro comunque sono un buon equipaggio e mi dicono che con Davide, alla sua 6ª traversata, si può davvero stare tranquilli.
Hanno dovuto, inoltre, effettuare una riparazione d’emergenza qui ad Horta a due sartie basse ed una alta, nelle quali un trefolo d’acciaio si è sfilacciato; Davide dice che dobbiamo assolutamente fare almeno 200 miglia a vela, poi possiamo anche disalberare che tanto il gasolio basta per arrivare a motore a Gibilterra……incoraggiante!!!

Nel pomeriggio arrivano anche Claudio (veterinario quasi in pensione), Giacomo (ingegnere ma non di quelli che temiamo di solito a VLV), Giancarlo (professore di educazioni fisica ed istruttore di derive) e Sergio (che dividerà con me le gioie del dormire di bolina in una cabina sopravento e senza teli antirollio): siamo al completo…I MAGNIFICI 10….3 in più di quelli ben più famosi ed anche qui la faccenda è tosta!!
Davide completa la riparazione alla sartia alta ed io approfitto per acquistare da Peter (e dove altrimenti ?!?) qualche ricordo da portare a casa; la cambusa è rimandata a domattina.
Pare che ci sia un fronte freddo in arrivo giovedì e se butta male ci fermeremo a Punta Delgada, sull’isola di Sao Miguele, ultima a sudest dell’arcipelago, che dista 150 miglia da qui.
Oggi, comunque, ci godiamo in bermuda e maglietta un pò di sole che spunta fra le nuvole di tanto in tanto.

Mercoledì 23 aprile 2008 il grande giorno

Sveglia, lavata veloce e colazione al volo…..è giorno di partenza!!!!
Ci organizziamo per la cambusa: andiamo in 4 …..non avevo mai speso 750 euro in un supermercato….ma si fa presto….30 mele, 30 banane, 30 arance, 30 pere, 40 kg di pasta, 9 pagnotte di pane, 80 lattine di birra/coca….per portare tutto in barca siamo costretti a prendere un taxi tipo limousine americana e ci vogliono più di 2 ore per sistemare tutto nei gavoni, in ordine di sequenza di consumo nei giorni, tutto indicato in una tabella riassuntiva di ogni singolo gavone.

Una pizza al trancio mangiata in piedi, l’ultima telefonata a casa con un groppo allo stomaco ed il cuore che batte più forte ed eccoci….. alle ore 15,00 si salpa….dopo tanta attesa, pensieri, preoccupazioni e chissà cos’altro mi è frullato in testa in questi mesi….adesso ci siamo davvero….lasciamo gli ormeggi.

Usciamo dal porto e lui L’OCEANO si presenta subito: sembra calmo ed in effetti lo è ma il suo naturale respiro significa onde di 3-4 metri a distanza di circa 50 metri fra le creste…..Margaux che lo conosce ormai bene ne asseconda il passaggio e noi cominciamo il nostro lento saliscendi;
se guardi l’orizzonte sembra di essere in collina e non al mare!!!
Mi adatto subito al movimento (forse anche grazie al mitico cerotto messo ieri sera) mentre chi non ha voluto seguire il consiglio dei nostri più esperti compagni viene battezzato all’istante ed il secchio in pozzetto diventa lo strumento più utilizzato.
Già….il secchio in pozzetto… Davide ha predisposto questa misura per evitare di andare a vomitare fuori bordo mettendosi a rischio di caduta a mare, che qui potrebbe avere conseguenze davvero tragiche.

Riesco a mangiare un piatto di pasta e poi vado in turno al timone.
I turni funzionano così: si fanno 3 ore ogni 10, 5 ore e le tre ore sono suddivise in 1,5 ore al timone ed 1,5 ore di guardia…ogni ora e mezza quindi cambia il compagno di turno.
Sino alle 22,00 andiamo a motore per mancanza di vento e poi sale un bel NW 14 nodi che ci permette finalmente di issare le vele, per cui resto ancora un po’ fuori a godermi lo spettacolo, anche se è tutto nuvoloso e non si vede nemmeno una stella…..sono in oceano atlantico su una barca a vela e sto realizzando un sogno che negli ultimi 10 anni ha preso sempre più forza e consistenza.

Giovedì 24 aprile 2008

Eccomi di nuovo di turno al timone, dopo essermi svegliato e colazionato da poco; l’oceano mi dà il buongiorno con un NW 20 nodi ed onde di 3-4 metri lunghe con dentro di esse 200 onde più piccole incrociate che fanno sbattere la barca in modo a volte brusco; comunque sono abbastanza tranquillo e Margaux tiene perfettamente con randa e genoa ridotti.

Davide ha deciso che ci fermeremo a Punta Delgada, in modo da fare gasolio e rimetterci a pieno serbatoio in vista del salto di oltre mille miglia che ci attende; comunque salperemo subito appena dopo aver fatto rifornimento.

Siamo ormai in vista dell’isola ed il vento gira a dritta e rinforza di 2-3 nodi: ce l’abbiamo proprio sul naso ed anche le onde aumentano fino a quasi 5 metri…. si balla davvero mica male ed evito di andare sottocoperta troppo a lungo perché non sono ancora abituato al 100% a ‘sto sballottamento.

Riusciamo a mangiare qualche sandwich in pozzetto ed arriviamo in vista del porto di Punta Delgada: anche qui a Sao Miguel c’è il vulcano ma la cima è coperta dalle nuvole ed invisibile.
Ormeggio al molo di transito e consegna dei documenti per le pratiche doganali….niente gasolio fino a domattina per cui ormeggiamo in porto ed approfittiamo dell’inaspettata sosta per lasciare anche qui il nostro murales sulla banchina ed andare a cena in simpatico ristorantino dove mangio carne di squalo bianco….si proprio così….dopo aver visto decine di film sullo squalo assassino sono io che mi mangio lui…..beh a volte la vita ci riserva davvero delle belle soddisfazioni!!!

Per oggi le nostre 150 miglia quotidiane previste ce le siamo fatte e possiamo andare a nanna soddisfatti e soprattutto presto perché da domani si fa sul serio….non c’è più niente fino a Gibilterra…960 miglia di acqua e cielo

Venerdì 25 aprile 2008

Tempo nuvoloso e qualche goccia di pioggia, vento N 20 nodi….salpiamo alle 10,00 e subito fuori dal porto eccoci il benvenuto con onde ancora incrociate di 3-4 metri che sembrano colline….fanno una certa impressione quando si avvicinano alla barca, la alzano e poi ci sfilano sotto…la prima ora è dura poi prendo il ritmo e tutto si sistema; ogni tanto ne arriva una serie di 3-4 un po’ più alte che ci sbatacchiano e sembra che tutto si spacchi…..ma tutto resiste e resisterà ancora a lungo.

Nel mio turno oggi provo a timonare davvero ma con questo sistema idraulico è un bel casino: non hai alcuna sensibilità e se cerchi di seguire le onde ed assecondarne il passaggio vai fuori rotta…l’unico modo è di anticiparle ed allora si riesce a restare in un range di 10 gradi e comunque c’è da remare parecchio.

Il nuovo meteo, che Davide scarica ogni giorno tramite mail, è cambiato: niente fronte freddo che se ne è andato più a nord ed al suo posto ci aspetta un bel vento da Est a 25 nodi fra 3-4 giorni.
Decidiamo quindi di tenere una rotta più alta, verso Lisbona, per poi scendere quando il vento girerà

Sabato 26 aprile 2008

Oggi inizia presto: ho il turno dalla 1 alle 4 e fuori è buio pesto….non si vede una mazza…mare nero cielo nero…vento N 16-20 nodi….bella nottatina eh!?!

Avvistiamo una nave sulla nostra sinistra e con il radar rileviamo che è a 8 miglia con rotta parallela, quindi nessun pericolo va solo tenuta sott’occhio e scandagliata di tanto in tanto.
Il vento aumenta fino a 25 nodi e con Davide rolliamo un po’ le vele, per non mettere troppo sotto sforzo le nostre sartie danneggiate (per la cronaca Davide è fuori dai turni e di notte dorme in dinette; ci dà precise consegne ogni notte: se vedete una nave mi chiamate, se il vento aumenta di oltre 5 nodi mi chiamate, se cala di oltre 5 nodi mi chiamate).

Il turno passa veloce ed al cambio me ne vado in branda a dormire….almeno così vorrei… la barca è abbastanza sbandata ed io ho la cuccetta sopravento il che significa aggrapparsi con le unghie al materasso…provo a mettere un braccio sotto e la gamba incastrata con la murata ma niente da fare nemmeno così….l’unica è mettersi di traverso sul letto con i piedi puntati contro la paratia della cabina, ma quando stai per addormentarti le gambe cedono e scivoli giù..….poi arriva il nuovo turno con Margaux che corre veloce, ancora più sbandata e salta sulle onde: risultato se non ti tieni più che bene voli via come una foglia….ci metto mezz’ora per vestirmi e fare colazione…..SIAMO DI BOLINA SIGNORI!!!! E ne avremo per un bel pezzo.

Sono abituato alla bolina ma la sera rientro in porto od in rada e tutto si raddrizza….qui no…stai sbandato 24 ore su 24 e devi fare tutto in questa condizione. …mentre mangi devi tenere fermo il piatto, bevi solo dopo aver finito di mangiare, se ti lavi lo fai con una mano sola, il 50% dei movimenti è per tenere l’equilibrio e non romperti le ossa contro qualcosa….una vita obliqua alla quale devo cercarmi di abituarmi presto perché ne avremo per qualche giorno.

Domenica 27 aprile 2008

Anche oggi si comincia presto con il turno alle 4,30 ed anche stanotte ho dormito ben poco, tutto sbandato come Margaux.
Abbiamo vento instabile che varia da N ad E da 11 a 26 nodi per cui lavoro con frequenti correzioni al pilota automatico (che rimane sempre il migliore timoniere!!).
La luna sbuca ogni tanto fra le nuvole lasciando la sua scia sull’oceano e rivelando questo continuo susseguirsi di onde mai uguali fra loro; forse è proprio che mi affascina e mi fa passare ore ed ore a guardare l’acqua senza fare altro.
Ho preso il ritmo oceanico e perso la cognizione del tempo….ore giorni presto tardi sono concetti senza significato qui in mezzo al niente/tutto…qui valgono solo il vento e le onde…ogni tanto arrivano i delfini che fanno giocano un po’ con la barca e poi scompaiono in questo immenso blu, come se fossero passati a salutarci ed augurarci buon vento e buon viaggio.

La barca di Omero Moretti (Sun Odissey 51) è in vista da qualche ora e questo potrà darci ancora maggior sicurezza: è strano, ma di notte quando vedi una luce all’orizzonte sei più preoccupato che felice….chissà chi è, dove va, ma soprattutto ci ha visto ???
La tieni d’occhio ed ogni 10 minuti fai la scansione radar: ecco bella stai lì e non ti avvicinare troppo…i cargo se ne vanno rapidi e si vede proprio la scia sul radar che si allontana (per fortuna e non il contrario) Omero invece sarà la nostra compagnia costante fino a Malaga.

Finito il turno, torno in cuccetta ancora un po’ e dopo un paio d’ore (di più non resisto) eccomi di nuovo in pozzetto a guardare il cielo e le onde: ne sto facendo davvero una bella scorpacciata!!

Mangiare è un’altra cosa molto diversa dal solito; con la barca continuamente sbandata è una vera impresa ed alla fine butti giù velocemente il cibo, senza apprezzare gli sforzi che il turno cucina fa per nutrire l’equipaggio.
Di giorno si mangia in pozzetto mentre la sera in dinette con una modalità che a vederci da fuori sai che risate: tutti seduti con le posate in mano, altrimenti volano via, dalla cucina passano i piatti, mangi sempre tenendo il piatto, finito il cibo ripassi i piatti in cucina ed allora puoi prendere il bicchiere e versarti da bere…finita la cena due chiacchiere e poi tutti in branda che c’è il turno di notte.

Ho escogitato un nuovo sistema per dormire ma anche questo con scarsi risultati: mi sono messo in terra nel calpestio della cabina ma la barca sbatte sulle onde e talvolta le botte sono talmente forti che sembra che si apra in due lo scafo ed il rumore è assordante….e siamo solo al 4° giorno…l’hai voluta la bicicletta ??? Si l’ho voluta davvero tanto, per tanto tempo e me la sto vivendo al 100%.. allora mi rivesto vado in coperta e ricomincio a guardare intorno – vento, cielo, onde e sto subito meglio, appagato, soddisfatto…ne vale davvero la pena!!!

Nel pomeriggio avvistiamo di tutto: delfini, balene, tartarughe e vengono a trovarci persino 2 rondinelle; ci studiano un po’ e poi cominciano a prendere coraggio e si posano sulla barca, avvicinandosi sempre più fino a venire in mano….sono stremate e forse perse….le portiamo sottocoperta dove rimarranno tutto il giorno e la notte.
Purtroppo moriranno entrambe il giorno seguente.

Lunedì 28 aprile 2008

Giornata di feste oggi: passiamo le 500 miglia e Sergio compie 50 anni!!!
Giornata anche bagnata, ma non dallo champagne bensì da una poderosa ondata che mi becca in pieno mentre sto stivando il sacco della spazzatura nel gavone di prua….se fossi andato sotto la doccia mi sarei bagnato meno…devo sciacquare tutto con acqua dolce altrimenti non asciugherà mai.
Giornata anche del mio primo avvistamento di balene, battendo tutti sul tempo: vedo lo sfiato a prua a 200 metri circa…sono due dorsi affiancati che escono dall’acqua e ci tagliano la strada, per cui bisogna tenerle d’occhio ed evitare di urtarle….accendiamo il motore affinché ci sentano e stiano lontane….Davide ha già avuti incontri ravvicinati e non vuole ripetere l’esperienza….escono 2-3 volte dall’acqua e poi si immergono definitivamente sparendo dalla vista.

Turno dalle 21 alle 24 con avvistamento di vai a sapere cos’era….il radar non rileva niente ma il bagliore si fa sempre più forte verso Nord, fino a diventare una luce fissa simile ad un neon, anzi ce n’è un’altra dietro, chiamo Davide, accendiamo le luci di via (normalmente teniamo solo la luce in testa d’albero per non consumare troppo) e le controlliamo finchè ci sfilano a dritta….cosa diavolo erano ???
Passato l’alien mi dedico alla meravigliosa stellata, tentando di riconoscere qualche costellazione: starei qui tutta notte con naso in su, ma il sonno e la stanchezza accumulata cominciano ad avere la meglio….e poi che caspita, non vorrai mica perderti queste fantastiche dormite di traverso con i piedi puntati contro la parete ?!? Forza e coraggio siamo al 5° giorno.

Martedì 29 aprile 2008

Ehi ma sono le 9,30…che dormita ragazzi!!!
Ci voleva proprio così come la doccia collettiva organizzata per oggi….eh si perché anche la doccia viene gestita come il resto….per cui riduzione di vele, poggiatona e barca quasi dritta, altrimenti sai che spallate alle pareti?!?
Uno dopo l’altro ci laviamo cosicchè l’umore e soprattutto l’odore hanno un picco altissimo….forse anche le rondinelle sarebbero vissute più a lungo?!?

Passiamo un fuso orario e quindi regoliamo gli orologi e chi è di turno se la gode; mancano 350 miglia a Gibilterra ed il nuovo meteo sembra buono, con una previsione di SW proprio per il giorno previsto per il passaggio del fatidico Stretto.

Incrociamo due navi ed è incredibile la velocità con cui spariscono all’orizzonte; mentre ne seguo una, ecco uno sfiato a prua a meno di 30 metri….è una balena che ci sta attraversando davanti….che emozione ma anche che gran preoccupazione per la notte, in cui certamente non la si vedrebbe…..speriamo bene!!!

Altra nave in vista; d’ora in avanti, avvicinandoci a Gibilterra ci sarà sempre più traffico e bisognerà raddoppiare l’attenzione soprattutto di notte.

Mercoledì 30 aprile 2008

190 miglia e 27 ore a Gibilterra…chissà che effetto farà vedere di nuovo terra dopo tanti giorni?
Comincio a sentire un po’ di voglia di tornare a casa; questa esperienza è molto diversa da come me l’aspettavo: avevo assolutamente sottovalutato la vita in bolina per così tanto tempo ed avevo invece sopravalutato la forza del mare, che è stato invece abbastanza clemente con noi; dai Signor Oceano fai il bravo ancora un giorno, dopotutto non ti abbiamo disturbato così tanto!!
Margaux è morbida e la sua deriva ti ha solcato con delicatezza.

L’aspetto che più mi ha colpito è la gestione della barca: qui la cosa principale è fare miglia, almeno 130 al giorno, nella massima sicurezza per la barca e l’equipaggio; le manovre e le regolazioni delle vele sono quasi inesistenti anche perché abbiamo fatto un solo bordo fin qui….quasi mille miglia bolina mura a sinistra!!! 20 volte il lago di Como!!! Tutto il Mediterraneo in larghezza dalla Toscana!!!

Da ieri abbiamo gettato la lenza per pescare e speriamo di avere la fortuna dei nostri compagni venuti dai Carabi, che hanno avuto il piacere di sbaffarsi 3 dorado freschi freschi.

Oggi, finalmente, un po’ di sole anche se l’aria resta fredda; chissà che tempo c’è a casa?

Giovedì 1 maggio 2008

Oggi si comincia presto: ho il turno dalle 3 alle 6 che si prospetta bello interessante con navi verso Gibilterra, ormai a meno di 100 miglia, ed alba con cielo sereno.
Ma arriva qualcosa di meraviglioso che considero un regalo di arrivederci dal mio amico Atlantico:
la luna si alza dall’orizzonte e navigare nella sua scia è veramente magico….mi porterò sempre dentro questa immagine con le tante altre che ho vissuto in questi giorni.
Ormai manca davvero poco allo Stretto ed al saluto con lui, il SIGNOR OCEANO: grazie per le emozioni e …. perché no arrivederci alla prossima volta.

Le navi in circolazione sono davvero una continua presenza, chi va a nord, chi a sud, le seguo dal vivo e sul radar….chissà che razza di traffico ci sarà nel bel mezzo dello Stretto.
Fra una nave e l’altra comincia ad albeggiare ed è buffo vedere il sole che prende forza e la luna che si affievolisce, in questo alternarsi da sempre uguale che però da qui assume una poesia diversa.

Arriva Andrea a darmi il cambio, ma con questo spettacolo rinuncio volentieri alla cuccetta (capirai che sacrificio!!!): il respiro dell’oceano, il vento che spinge verso casa, l’alba, le vele gonfie e Margaux che scivola sulle onde…scendo a preparare un po’ di tè e ci concediamo una colazione che difficilmente dimenticheremo.

Il giorno prende forma così come la terra là in fondo…..dopo 7 giorni di acqua e cielo…..addirittura si vedono due continenti….alle 15,25 passiamo lo Stretto ed i festeggiamenti iniziano….musica, foto, spumante…..l’oceano finisce ed inizia il Mediterraneo….l’emozione è straripante e non riesco a trattenere le lacrime….adesso è proprio fatta!!!!!

Il silenzio di colpo cala, ci guardiamo intorno e fra noi; abbiamo condiviso qualcosa che ci renderà indimenticabili gli uni con gli altri….e pensare che 10 giorni fa nemmeno ci conoscevamo.

Sabato 3 maggio 2008

Sono in volo sull’isola d’Elba che si vede perfettamente, vedo là in basso una barca a vela che punta ad ovest…….penso che ho percorso in mare senza vedere altro, una distanza grande come tutto il Mediterraneo ed auguro a loro laggiù di fare un giorno la stessa esperienza……….buon vento!


23/4/08 salpati ore 15,00 da Horta – cielo coperto – vento NW 10 nodi – onda lunga 4 metri – 1018 Mb

24/4/08 atterraggio a Punta Delgada – cielo nuvoloso – vento NW 20 nodi – onda corta 3 metri su onda lunga 4-5 metri – 1018 Mb

25/4/08 salpati ore 11,00 – cielo nuvoloso con pioggia – vento N 20 nodi – onda incrociata 3 metri – 1018 Mb

26/4/08 lat. 37° 41’ N long. 22° 26’ W – miglia percorse 153 – miglia mancanti 818 – cielo nuovoloso – vento N 16-25 nodi – onda incrociata 3 metri – 1017 Mb

27/4/08 lat. 37° 19’ N long. 19° 23’ W – miglia percorse 146 – miglia mancanti 650 – cielo coperto – vento NE 23 nodi – onda lunga 3-4 metri – 1021 Mb

28/4/08 lat. 36° 56’N long. 16° 04’W – miglia percorse 160 – miglia mancanti 510 – cielo sereno – vento NE 25 nodi – onda lunga 3-4 metri – 1022 Mb

29/4/08 lat. 36° 33’N long. 12° 59’W – miglia percorse 150 – miglia mancanti 360 – cielo poco nuvoloso – vento N 15 nodi – onda lunga 3 metri – 1022 Mb


30/4/08 lat. 36° 13’N long. 09° 34’ W – miglia percorse 170 – miglia mancanti 190 – cielo coperto – vento N 15 nodi – onda lunga 3 metri – 1012 Mb

01/5/08 lat. 36° 35’N long. 04° 30’ W – miglia percorse 190 – miglia mancanti ZERO – cielo sereno – vento SW 10 nodi – mare quasi calmo
atterraggio a Benalmadena-Malaga ore 23.00

Skipper: Davide Mantovani, Compagnia Skipper Oceanici
Skipper in seconda: Alberto Sgarbezzini
Equipaggio: Giancarlo, Sergio, Giacomo, Giuliano, Claudio, Andrea, Roberto J., Roberto